Corpi e Anticorpi, 24 Pose Nere. Fine

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Le mostre invisibili (Corpi e Anticorpidel Grotesque Photo Magazine e di un fotografo solipsista

24 Pose Nere/12 piccoli totem.

Niente è più invisibile di ciò che non vuoi vedere

Se non andate in profondità con i vostri occhi, i pensieri e l’anima vostra, vedrete sempre e solo una foto (una serie di foto) che vi apparirà bella o brutta. Un’arida, desolata, effimera, pseudo emozione; bella o sgradita che sia. Per superare la linea del superficiale basta prendersi del tempo per una riflessione emotiva. Il primo passo da fare è chiedersi perché questa “Cosa” “mi piace/non mi piace”.
La seconda domanda da porsi è sull’idea/concept che c’è dietro/dentro/intorno/sopra/sotto la “Cosa”.
Non dovete indovinare qual’è la mia idea, ma definire qual’è la vostra.
Con solo due piccoli passaggi siete passati da spettatori invisibili e mediocri, a protagonisti e complici delle foto e della mostra. Ovvero killer spietati del progetto, ma consapevoli e degni di rispetto.

Comunque sia, alla fine, provate a immaginare questa “Cosa” in grande; con la possibilità di molte risorse umane ed economiche. Enormi totem con enormi foto, installati su dune alte come colline, su di un promontorio, una scogliera; che guardano l’orizzonte e lo spazio profondo, illuminati dalla luce diddio, dall'alba al tramonto. Ottenebrati dai demoni diddio quando viene la notte…

In fondo è semplice: realizzare in piccolo quello che pensi in grande. O sei morto. Mentre sei lì, come me, da una vita intera, ad aspettare Godot.

Corpi e Anticorpi. 24 Pose Nere.

Una foto.

©ADragonetti