The flesh screams, the soul groans... (Working Title).

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Quando guardi un corpo, un volto, il dettaglio di un corpo; la carne, la pelle, gli occhi, la bocca, le labbra, il seno, l’ombelico, il culo di un corpo che abita una foto del Grotesque Photo Magazine e non riesci a vedere altro che un corpo, un volto, il dettaglio di un corpo, la carne, la pelle, gli occhi, la bocca, le labbra, il seno, l’ombelico, il culo di un corpo; vuol dire che non hai capito niente.

The flesh screams, the soul groans... (Working Title)

O forse non vuoi, o non puoi, capire che dentro una foto non si è più solo la carne di un corpo. Non si è più belle o brutte, grasse o magre, buone o cattive. Nelle foto non c’è più la tua amica, nemica, la donna da amare o da odiare; volti, cosce o culi da riconoscere o sputtanare.

The flesh screams, the soul groans... (Working Title)

Quando si abita una foto (del Grotesque Photo Magazine) si diventa altro in altrove. Si raccontano storie di un altro mondo, di esseri misteriosi e affascinanti. Miti e creature dai poteri straordinari e spaventosi. Di sogni e incubi e viaggi extracorporei. Dentro quella foto c’è passione. Storie che appartengono solo a chi sa leggere, scrivere, capire, intuire, “sentire”. Dentro quelle foto, che vi piacciano oppure no, c’è “cultura”, “arte”, “magia”, “religione”. Testi sacri, libri oscuri, bestemmie, preghiere, simulacri, totem, golem, angeli, demoni, anime nere e spirito santo…

E così sia, e così via.

©ADragonetti